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martedì 20 febbraio 2024

L'Asinone e l'inquinamento

Sull’inquinamento di Milano,
incombe il sospetto 
che la causa
sia la nube tossica 
prodotta dei camini domestici dei 14 comuni 
della lucchesia e valdinievole, 
che il vento avrebbe portato su tutta la pianura padana.



 


giovedì 14 settembre 2023

L'Asinone ha fatto un sogno, dopo le dichiarazione di Salvini

Salvini: “Sbarchi? È un atto di guerra…”

L’Asinone immagina la flotta italiana (foto) che sotto l’illuminata guida del “nostro eroe padano” sta veleggiando per andare a difendere i sacri confini del “Mare nostrum” in un epico scontro per affondare i barchini dei migranti.

L’Asinone si augura che il motto del nostro condottiero non sia uguale a quello lanciato da Mussolini nell’epico discorso pubblicato il 5 luglio 1943, solo alcuni giorni prima dello sbarco degli alleati, il 10 luglio, in Sicilia: “…Bisogna che, non appena il nemico tenterà di sbarcare, sia congelato su quella linea che i marinai chiamano del bagnasciuga…”



 

 

 

 

lunedì 30 gennaio 2023

"IL PD E’ RIUSCITO A SBRICIOLARSI DA SOLO"

Estratto dell'articolo di Milena Gabanelli, Simona Ravizza e Alessandro Riggio per corriere.it - https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/pd-primarie-ecco-come-partito-democratico-si-autodistrutto-chi-sta-chi/3f9ad7c6-9f49-11ed-a35f-cb762b703658-va.shtml 

Estratto parziale di quanto pubblicato oggi da Dagospia.

"IL PD E’ RIUSCITO A SBRICIOLARSI DA SOLO" – GABANELLI: "IN 15 ANNI, DAL 2007 A OGGI, HA BRUCIATO 8 SEGRETARI NESSUNO DEI QUALI HA MAI CONCLUSO IL MANDATO DI QUATTRO ANNI PREVISTO DALLO STATUTO" – LE GUERRE INTESTINE E LA DIVISIONE TRA CORRENTI: SOLO LA SINISTRA DEM CONTA 5 SOTTOGRUPPI (DA CUPERLO A ORLANDO, DAGLI ZINGARETTIANI A ORFINI FINO A BENIFEI) – "AREA DEM" DI FRANCESCHINI HA PERSO FASSINO CRITICO PER L’APPOGGIO A SCHLEIN, GLI EX RENZIANI DI BASE RIFORMISTA CON BONACCINI PUNTANO A RIPRENDERE IL CONTROLLO DEL PARTITO…


 

 

IL PIÙ LONGEVO, E AL TEMPO STESSO IL PIÙ DIVISIVO, È RENZI, L’UNICO A VINCERE DUE VOLTE LA SFIDA PER LA SEGRETERIA.


Nessun segretario Pd ha mai concluso il mandato di quattro anni previsto dallo Statuto. 

I motivi delle dimissioni: sconfitta elettorale o spaccature nel partito diviso in correnti


Vediamo dove si posizionano oggi le diverse anime e come le Primarie stanno definendo nuovi equilibri. 

Lo facciamo incrociando i database dei politologi Luca Verzichelli (CIRCaP-Università Siena), Luca Carrieri (Unitelma-Sapienza), e Giulia Vicentini (Università Napoli Parthenope) e una laboriosa raccolta di informazioni sul campo.


Il Partito democratico riunisce già dalla sua origine due fazioni: una più di sinistra e laica e un’altra più centrista e cattolica. Succede che quando una delle due diventa minoranza, a seguito della sconfitta alle Primarie o alla perdita della leadership, si arma dando vita a una nuova corrente. 

Nel corso del tempo le divisioni ne generano di nuove, che vanno oltre le differenti sensibilità politiche e sconfinano in lotte di potere nel mantenimento di interessi personali.

 

Partiamo dalle correnti: come si formano e chi sono i principali esponenti.

 

Ala sinistra, che a sua volta riunisce cinque sottocorrenti.


1) I Giovani Turchi: lanciati da Matteo Orfini nel 2010 in piena era berlusconiana. Fanno parte la deputata Chiara Gribaudo e il senatore Francesco Verducci. Si sono staccati e ora sono autonomi il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il senatore a lui vicino Claudio Mancini.




2) Sinistra Dem: creata da Gianni Cuperlo a un mese dalla sconfitta alle Primarie contro Renzi nel dicembre 2013. La sostiene il senatore Andrea Giorgis.


3) I Dems: fondati da Andrea Orlando nell’agosto 2017, a pochi mesi dalla propria sconfitta alle Primarie di aprile contro Renzi. Tra gli esponenti di spicco, i parlamentari Peppe Provenzano (vicesegretario Pd con Letta) e Antonio Misiani (responsabile economico del Pd).


4) Prossima: lanciata nel maggio 2021 dopo le dimissioni di Zingaretti dai suoi fedelissimi Stefano Vaccari (responsabile dell’organizzazione Pd), Marco Furfaro (responsabile Comunicazione) e Valentina Cuppi (presidente Pd). Tra i più conosciuti Cecilia D’Elia (portavoce delle Donne democratiche), l’ex sindaco di Bologna Virginio Merola e Ouidad Bakkali.


5) Coraggio Pd: creata da Brando Benafei nell’autunno 2022.

 

Area Dem: nasce nel 2009 per volontà di Dario Franceschini dopo la sconfitta alle Primarie contro Bersani. 

L’ex coordinatore della Margherita rappresenta i cattolici di sinistra, come i parlamentari Bruno Astorre (segretario regionale Pd Lazio), Alberto Losacco (commissario Pd Marche) e Anthony Barbagallo (segretario regionale Sicilia). Nel tempo aderiscono ad Area Dem anche deputati e senatori ex comunisti come Piero Fassino, Franco Mirabelli, Marina Sereni e l’ex ministra di origine diessina Roberta Pinotti.

 

Base Riformista (nota come gli ex renziani): esordisce nel maggio 2019 per arginare le fuoriuscite dal partito verso Italia Viva, che Renzi fonderà pochi mesi dopo. 

È capitanata da Lorenzo Guerini e conta tra le sue fila i deputati Antonella Forattini, Andrea Rossi, Luciano D’Alfonso, Mauro Laus, Nicola Carè e i senatori Alessandro Alfieri, Simona Malpezzi, Alfredo Bazoli, Dario Parrini, Daniele Manca e Nicola Irto.

 



 


 


giovedì 26 gennaio 2023

I Riformisti postano la Risiera di San Sabba

Perché nessuno dimentichi l’Olocausto di 6 milioni di Ebrei.

I Riformisti ricordano oggi anche il Samudaripe

i Rom, gli Omosessuali, i Disabili, gli Antifascisti, i Testimoni di Geova, i Militari italiani che rifiutarono Salò, gli Infoibati, gli Zeka, gli Uiguri, 

e tutte le vittime innocenti di dittatori nazisti, fascisti, comunisti.



mercoledì 25 gennaio 2023

Sulla Sanità a Lucca plaudiamo ad Azione

Sulla Sanità lucchese è l’ora che il Comune di Lucca da un lato e Regione Toscana dall’altro si diano una mossa.

Due le emergenze da affrontare subito: la situazione dei pronto soccorso degli ospedali del nostro territorio e la definizione di un piano organico per l’utilizzo di Campo di Marte

Gli amici di Azione hanno ben descritto la situazione in essere e la necessità di interventi urgenti e chiari. 

Una posizione limpida che condividiamo in pieno.

Non è l’ora delle polemiche, degli scaricabarili, del populismo, la situazione dei Pronto Soccorso è al limite della decenza, indegna di un paese evoluto come il nostro. 

L’intera area dell’emergenza è in una situazione in cui è messo in serio pericolo il diritto alle cure tempestive dei pazienti, è vilipesa la dignità delle persone, creando altresì un grave danno al lavoro, alla professionalità ma anche alla sicurezza degli operatori sanitari e degli addetti che vi operano.

Una situazione simile ad altre parti d’Italia per cui è sempre più inconcepibile il rifiuto del centro-destra di utilizzare i 37 miliardi del MES che l’Europa mette a disposizione dell’Italia, per la Sanità.

Anche il tema della continuità assistenziale diventa sempre più urgente in lucchesia.

Su Campo di Marte è l’ora che la maggioranza che governa il Comune di Lucca dica alla città come intende portare avanti quanto promesso in campagna elettorale, su una unica destinazione nell’ambito sanitario.

Una posizione coraggiosa che siamo pronti a valutare con serietà, se fondata e argomentata su dati reali e proposte adeguate, in tempi che tengano conto della urgenza delle scelte.

Il Sindaco Pardini ha rivendicato la sua essenza democristiana, ne prendiamo atto con interesse: i democristiani hanno avuto molti meriti in cinquanta anni di storia italiana, ma anche alcuni difetti tragici, fra questi forse il peggiore quello di rinvii e tempi biblici quando vi erano scelte difficili da fare.

Ci auguriamo che Pardini non sia democristiano in questo.

Francesco Colucci, RIFORMISTI



 

         

 

 

lunedì 23 gennaio 2023

Il sondaggio Swg per il Tg La7: PD al 14% Terzo Polo all'8,2%

Il recentissimo sondaggio SWG per il Tg La7 vede:

Il partito di Giorgia Meloni al 30,8%, con una discesa dello 0,5%.

I Grillini sono valutati al 17,4% in discesa dello 0,2%

Il PD tocca il suo minimo storico al 14% perdendo ancora lo 0,2%

Il Terzo Polo, Azione e Italia Viva salgono al 8,2% in crescita dello 0,4%

La Lega sale dall'8,3% all'8,5%

Forza Italia al 6,6% con una crescita dello 0,2%.

Verdi e Sinistra (3,8%), +Europa (3,1%) e Per l'Italia con Paragone (2,3%).

Un ottimo risultato per il Terzo Polo che continua ad avvicinarsi al PD in discesa continua: manca poco più del 5% allo storico sorpasso.

Tre considerazioni:

·      I sondaggi del TGLa7 hanno visto storicamente il Terzo polo sempre sottostimato rispetto ai sondaggi pubblicati da altri sondaggisti e al risultato elettorale effettivo raggiunto nelle recenti elezioni politiche.

·      Il PD è in fase Congressuale e quindi sovraesposto su TV, giornali e nella società civile e pur continua ad arretrare.

·      Il Terzo Polo è per ora una federazione fra Azione e Italia Viva che troverà sbocco nel nuovo partito Liberale e Riformista, solo a fine 2023, con una elaborazione programmatica che inizierà a primavera per concludersi a settembre. Una fase costituente aperta a tutti: movimenti, associazioni, cittadini che si riconoscano nei valori del riformismo liberale.

E  E' da presumere e ci auguriamo vivamente che la distanza fra i due partiti continuerà a ridursi nei prossimi mesi man mano che il nuovo Partito Riformista si sarà formato e organizzato.

L  L'obiettivo. indicato da Calenda e Renzi, è quello di divenire il primo Partito nelle elezioni Europee di metà 2024.

Francesco Colucci



   


martedì 10 gennaio 2023

Il caso Consip non esiste più, Romeo assolto: Travaglio a lutto Un articolo di Piero Sansonetti dal quotidiano "Il Riformista" del 10 gennaio 2023

Ma non era lo scandalo del secolo?

Il Caso Consip si è concluso con un’assoluzione generale.

Lo scandalo Consip non c’è più.

Era una balla, una bolla di sapone.

Con gioia di alcuni (tra i quali la signora verità) e lutto di altri.

Tra un po’ vediamo chi.

La famosa gara Fm4, con in palio appalti per quasi tre miliardi di euro, si svolse regolarmente, non ci fu alcuna turbativa d’asta.

Il tribunale di Roma ha deciso così, al termine di un lunghissimo processo penale ed un estenuante e battente processo mediatico, ricco di gogne, accuse infondate, linciaggi morali.

La Corte ha detto che il fatto – cioè la turbativa d’asta – non sussiste.

Il caso Consip era tutto lì: nell’ipotesi che quella gara ricchissima fosse stata truccata. Il processo e la campagna giornalistica costarono molto cari ad alcune aziende e ad alcune persone. In termini economici e persino in termini fisici. E produssero invece grossi vantaggi editoriali ad altri, e tanto lavoro – impegnativo, costoso, inutile – ad alcune Procure decise a non mollare l’osso fino alla fine.

Benissimo. Ora sappiamo che il Caso Consip non esiste e non esisteva, e formuliamo l’augurio che a questo punto la giustizia si riscatti almeno un po’ chiudendo alla svelta tutti gli altri processi in corso – frammenti del processo principale, che era questo – che non stanno più in piedi perché si attorcigliano attorno a una ipotesi di reato del quale è stata solennemente stabilita la non esistenza.

Vi dicevamo che qualcuno fa festa e qualcuno è in lutto.

In lutto sono alcuni settori di un paio di procure, che intorno al caso Consip avevano costruito castelli volanti di ipotesi – che ora non volano più – e un po’ di fama.

Ma chi soprattutto è in lutto, in lutto stretto – mi dicono che ieri in redazione il clima fosse da funerale – sono gli amici del Fatto Quotidiano, che almeno dal 2016 battono con una costanza ammirevole sul caso Consip, e lo scandalo colossale di una gara da quasi tre miliardi – la più grande d’Europa – truccata da un gruppo di malintenzionati guidati dal perfido Romeo. 

Articoli, su articoli, su articoli, e accuse, su accuse, su accuse, e richieste di moralizzazione, di pulizia, di etica, e poi arringhe nelle varie Tv, e tonnellate di editoriali di Travaglio, e interviste censurate, e poi…

Il Fatto aveva preso di mira Romeo anche perché si era convinto, a torto, che Romeo fosse una specie di artiglio di Renzi. 

Il Fatto voleva il sangue di Renzi. 

In realtà Romeo e Renzi si conoscono appena e non hanno mai avuto rapporti o interessi comuni né in politica né tantomeno in affari.

Semplicemente tanti anni fa Romeo – come ha fatto altre volte con altri esponenti politici – concesse un piccolo finanziamento per la campagna elettorale (primarie) di Renzi, che poi fu sconfitto da Bersani. Contributo elargito alla luce del sole, registrato, fatturato e vidimato.

Succede, ai giornalisti, di prendere grandi abbagli. Ad alcuni succede di più, ad alcuni di meno.

Pensate che ancora oggi ci sono dei giornalisti convinti che Conte – cioè il socio di governo di Salvini – possa diventare il capo della sinistra italiana…

E poi, però, c’è anche chi è in festa. Per esempio noi del Riformista, perché Romeo è il nostro editore, perché proprio per questo abbiamo studiato e conosciamo bene la vicenda Consip e sappiamo con certezza della sua innocenza – con certezza assoluta – perché conosciamo anche i danni gravissimi che Romeo ha subito da questa fantasmagorica azione penal-giornalistica, perché non ci siamo scordati che Alfredo è stato in prigione per sei mesi, ingiustamente, del tutto ingiustamente, e poi altri mesi ai domiciliari in una casa nella campagna in provincia di Caserta, e che ha ricevuto dei contraccolpi economici molto forti, e ingiusti anche quelli, e che sono state truccate le carte della competizione di questa nuova forma di capitalismo che è il capitalismo giudiziario. Il peggior capitalismo che si possa immaginare.

Ieri sera, dopo la proclamazione della sentenza, gli avvocati di Romeo, Gian Domenico Caiazza e Alfredo Sorge, hanno rilasciato una breve dichiarazione.

Che trascrivo: “ Viene smentita anche in questo processo l’impostazione accusatoria che aveva infondatamente contestato il reato di turbativa d’asta all’avvocato Romeo pur in assenza di qualsivoglia elemento a carico e viene ancora una volta accertata la correttezza dell’operato della società Romeo Gestioni nella gara Fm4 come già acclarato in altri giudizi”.

Hanno ragione gli avvocati. A me, personalmente, restano in testa alcune domande molto inquietanti.

Prima domanda: per quale ragione Alfredo Romeo è stato messo in mezzo in questa inchiesta, e trascinato in prigione (unico imputato, unico coinvolto nel racconto degli accusatori ad essere finito in prigione), quando a tutti gli inquirenti un poco avveduti era chiarissimo dal primo momento che non era colpevole di nulla, e a suo carico mai – in nessuno degli svariati processi aperti – è emerso uno straccio di prova? Forse è stato individuato lui come anello debole perché si sapeva che non ha mai fatto parte di nessuna cordata, di nessuna alleanza, di nessuna lobby, ha sempre agito e lavorato e concorso in solitudine e questo, evidentemente – tenendolo fuori dal sistema – lo rendeva più fragile di altri?

Seconda domanda: perché è stato tenuto chiuso in cella per sei mesi (finché non è intervenuta la Cassazione a imporre la scarcerazione)? Forse perché si sperava in quel modo di costringerlo a parlare, ad autoaccusarsi o ad accusare, e comunque a dare un po’ di sostanza ad una imputazione che camminava sull’acqua?

Terza domanda: Il famoso sistema-Romeo, del quale si parla in varie requisitorie di vari processi, evidentemente non esisteva.

Benissimo. Del resto, era evidente. Qualcuno ammetterà l’abbaglio?

Quarta domanda: nel frattempo sono state emanati provvedimenti e sentenze amministrative che penalizzano la Romeo gestioni per centinaia di milioni sulla base delle accuse penali poi rivelatesi false.

Questo errore, pesantissimo, sarà riparato?

Vabbè, fermiamoci qui. E siccome siamo persone gentili e gioviali, e non ce la prendiamo mai, mandiamo anche un abbraccio a Marco Travaglio: non te la prendere, Marco, succede…



 

 

 

domenica 8 gennaio 2023

Da il "Riformista" una intervista di Umberto De Giovannangeli a Nadia Urbinati - del 7 gennaio 2023

"Lotte interne e capibastone, il prossimo segretario del Pd sarà sempre un’anatra zoppa”

Quel Congresso del “nuovo Pd” che non decolla e un deficit di leadership politica. 

Il Riformista ne discute con Nadia Urbinati, accademica, politologa italiana naturalizzata statunitense, docente di Scienze politiche alla Columbia University di New York.

La professoressa Urbinati è stata chiamata a far parte del Comitato costituente che dovrebbe declinare una proposta di manifesto del Partito in costruzione.

Un dibattito che stenta a decollare e che rischia di appiattirsi sul posizionamento dei maggiorenti dem su questo o quel candidato alla segreteria. Professoressa Urbinati, il “nuovo” Pd è ridotto a questo?

È quello che il Pd può offrire dato lo statuto che ha. Uno statuto che lo obbliga per forza ad arrivare alle primarie aperte per eleggere il suo segretario. È inevitabile che ci sia campagna elettorale, che ci siano candidati e anche dei capi bastone organizzati attorno a quello o questo candidato. Con lo statuto che è in vigore questa è la condizione normale. Tutto quello che vediamo o leggiamo, in Tv o sui giornali, è il riflesso di un partito che cerca di riposizionare sé stesso eleggendo un candidato ideale – un profeta che sia, si badi bene, disarmato. Una ricerca che viene lasciata ai voti anche di non iscritti. E probabilmente sarà una leadership, come quelle precedenti, che rischia di consumarsi, dopo le elezioni con il paradosso di una forte legittimità elettorale e una debole legittimità politica interna per cui le fazioni/correnti non sembrano destinate a cambiare e tanto meno a sciogliersi, ma che anzi si riaccendono proprio in occasione di questa discussione. Lo si è visto.

Quella imboccata è una via senza uscite?

Non è un destino cinico e baro quello che investe il Pd. Le vie ci sarebbero. Ma quella che stenta a concretizzarsi è una volontà politica condivisa nel ricercarle. In questo momento nessuno vuole porsi la questione di come uscirne e uscirne in meglio per il partito nel suo insieme. Nessuno dei candidati si esprime in questo senso, perché ciascuno di loro sa che quello è un campo minato. Proviamo a immaginare la riscrittura di una Costituzione con gli attori in campi diffidenti gli uni degli altri, e intenzionati a resistere ad ogni forza unitiva che li possa indebolire. Non c’è accordo, altrimenti ci sarebbe la possibilità di riscrivere le regole, di rimettere mano a quel manifesto dei valori che ha fatto il suo tempo, nei contenuti e nello stile. Insomma, ci sarebbe la possibilità, se…. Ma non c’è perché non c’è armonia tra le parti. È una lotta interna che impedisce la riscrittura di queste regole nuove – quelle che ci sono gestiscono al meglio un armistizio.

Tutto questo avviene in un momento in cui ci sarebbe bisogno, in Parlamento e nel Paese, di una opposizione, per usare un aggettivo caro a Enrico Letta, “pugnace” al governo Meloni.

Nel momento in cui più ci sarebbe bisogno di una opposizione intelligente e pugnace, una siffatta opposizione è solo nei desiderata. Una opposizione che non esiste nella realtà. In queste settimane abbiamo visto tentativi di bloccare, attraverso il filibustering parlamentare, la pessima manovra economica e sociale del Governo, ma il presidente del Senato ha poi il potere di far cadere la scure e così rimettono a posto le cose. Per dire che la minoranza non ha oggettivamente molto spazio di manovra parlamentare, anche perché è un’opposizione divisa quella di Pd e 5Stelle. Anche per questa ragione sarebbe importante avere una stampa, un’opinione pubblica, che dia più energia, spazio e sostegno all’opposizione. Questo non avviene. Quindi l’opposizione è debole all’interno, non ha un sostegno forte all’esterno e non riesce nemmeno a costruirselo da sola, attraverso i movimenti e anche forme di mobilitazione, che sono necessari e non un segno di anarchia (la democrazia è luogo del dissenso, non solo del consenso). E così viviamo come in una bolla. Come se, ed è questa la cosa che a me più stupisce, questo fosse il migliore dei possibili governi in questo momento. Perché si tende a giustificare questo Governo. Certo, si dice che c’è un litigio interno. Ma il problema non è il litigio interno, che ci può stare in un esecutivo di coalizione; dovrebbe interessare giudicare che cosa produce e non se c’è litigiosità. Ma è mai possibile che una conferenza stampa della presidente del Consiglio sia dominata dalla questione della stabilità della coalizione e non invece dai contenuti inegualitari e dispendiosissimi per i contribuenti (quelli che pagano, si intende)? A me sembra che non sia un periodo buono per la nostra politica nazionale.

Tornando al dibattito congressuale del Pd. Le candidature sono in campo. Le convincono?

Mi sembrano candidature “a coppie”. Una parte e l’altra con due forme candidati che, per la loro indivuale specificità, dovrebbero coinvolgere diversi soggetti all’interno della stessa aerea. Un’area più centrista e l’altra più spostata verso l’ecologismo e la sinistra. Vediamo come si svilupperà questa competizione. Per ora gli attori esprimono opinioni che sono in molti casi o poco diversificate o ambigue. Al momento non mi pare che ci sia una vera e propria campagna elettorale. C’è un posizionamento rispetto alle forze interne al partito, alle varie consorterie. È una situazione abbastanza debilitata, che non attira la passione, non muove emozioni particolari se non l’attesa di chi sarà il nuovo segretario.

Alla luce di tutte queste considerazioni, il “nuovo” Pd già nasce vecchio?

Per me non è un problema di vecchio o giovane. È che nasce disfunzionale. Perché internamente è duale. Non si tratta di una polarizzazione ma di una dualità. Ci sono due luoghi ideali che hanno le loro caratteristiche riferite ad un passato che era quello democristiano, da un lato, e quello laico-socialista, socialriformista, dall’altro. A questo punto ci si può chiedere: invece di assistere a questa eterna lotta per l’egemonia, non sarebbe meglio avere queste due espressioni rese evidenti ovvero che operano insieme ma in maniera federata. Continuando in questo modo, l’una parte blocca l’altra, con un sistema di veti che immobilizza o non consente al Pd, soprattutto in questo momento, di svolgere una funzione pugnace e intelligentemente attiva. È un problema serio. Che non si risolve nell’arrovellarsi sull’identità. Le identità dei partiti sono anche funzionali al momento. Non sono mai identità totalmente scorporate dal contesto. In quel partito ci sono due chiare direzioni di marcia. Due. Una vuole, l’altra non vuole. Una vuole “a”, l’altra vuole “b”. Su questioni non marginali, che hanno a che fare con il come interpretare il lavoro in relazione al capitale, come interpretare l’intervento dello Stato in economia – siamo d’accordo con quel che sta nell’attuale manifesto dei valori che lo Stato non debba interferire nell’economia? Lo dice anche Giorgia Meloni! Di fronte a queste reali discriminanti sarebbe utile avere una maggiore linearità invece di mantenere un’apparenza di unità.

Umberto De Giovannangeli

Nadia Urbinati

 

 

 

   

martedì 3 gennaio 2023

Riprende le pubblicazioni "L'Asinone".

 Dopo una sosta di oltre un anno, per i troppi impegni della redazione, cioè miei, ho deciso di riprendere la pubblicazione de "L'Asinone" che si affiancherà, a volte soprapponendosi, all'altro mio blog di informazione: "Informatore Lucchese".

La differenza fra i due? Questo sarà più sbarazzino, spazierà a tutto campo, con più irriverenza, meno ingessatura, dell'altro, che sarà principalmente dedicato alla nascita del Terzo Polo e alla Informazione sulla Federazione fra Azione e Italia Viva.

francesco colucci 




martedì 4 maggio 2021

A proposito di Rai e di Report, ecco Matteo Renzi

Ieri è andato in onda un servizio che andrebbe studiato nei manuali di complottismo. Andiamo con ordine.

1. Sono tra i pochi politici che risponde sempre alle domande di Report. Sempre.
2. L’intervista che ho rilasciato dura un’ora ed è stata tagliata in tutti i passaggi più significativi. Per gli appassionati, il video si trova sul mio canale YouTube. Trasparenza è la mia parola d’ordine, altro che storie. I tagli li ha fatti la redazione.
3. Non faccio incontri segreti e se devo fare un incontro riservato non lo faccio in Autogrill ma in un ufficio. Se vedo una persona al volo in Autogrill, in stazione, in aeroporto, in treno, in piazza, allo stadio, non lo definisco incontro segreto. Se qualcuno pensa che si possa organizzare un incontro segreto in un luogo pubblico, costui ha bisogno di un TSO immediato.
4. Nella storia di Report ci sono molti punti oscuri. Seguite la storia. Quattro mesi fa, una donna, che di mestiere fa l'insegnante, si ferma in Autogrill perché suo padre sta male. Dispiace. Mentre il padre sta male, la signora si insospettisce perché vede un tipo “elegante ma losco” che si aggira nervoso in attesa di qualcuno.
Come fanno tutti quelli che hanno un padre che sta male in auto, la signora si disinteressa del padre e inizia con un telefonino a girare - senza scendere dalla sua macchina - un video del tipo "elegante ma losco". A quel punto arriva una macchina: è Renzi, losco ma non elegante, e soprattutto immancabile convitato di pietra di tutti gli scandali repubblicani. Renzi e l’altro, il tipo elegante ma losco, stanno 40 minuti a chiacchierare fuori dall’Autogrill, peraltro Renzi senza cappotto il 23 dicembre, in mezzo alla gente che passa, e la signora continua a videoregistrare con sprezzo del pericolo. Complimenti alla batteria del cellulare, intanto. Dopo 40 minuti, Renzi e il signore elegante ma losco si salutano e la prof chiusa dentro la macchina riesce a registrare le parole di commiato “Lei sa dove trovarmi”, che sembrano quasi una minaccia.
Il fatto che la signora riesca a distanza di metri, col finestrino chiuso, a sentire le parole, senza neanche leggere il labiale perché i due indossano una mascherina, è straordinario: fortunati gli studenti che possono contare su una professoressa dalle orecchie bioniche.
Ma non finisce qui, perché a questo punto la signora sfoggia doti divinatorie e spiega che il signore elegante ma losco gira e torna a Roma, mentre Renzi va verso Firenze.
Fermi, fermi: come è possibile?
Se Report non ha cambiato nottetempo le regole del codice delle strada, quando ci sono due auto provenienti da Sud - ferme nell’Autogrill di Fiano Romano - entrambe sono obbligate ad andare verso Firenze, perché in autostrada non si può tornare indietro, fino a che non c’è un casello.
A meno che la macchina del signore elegante ma losco non sappia volare o abbia il diritto di viaggiare contromano, questa informazione della prof tradisce la verità.
Chi ha scritto il copione della signora si è dimenticato di questa piccola contraddizione (il diavolo, si sa, fa le pentole ma non i coperchi) dimostrando che siamo in presenza di un racconto falso.
Non finisce qui.
La signora custodisce come una reliquia il Video per quattro mesi. Poi, improvvisamente sputa il rospo e passa un video di quaranta minuti (We transfer? Aereo di Stato pagato da Renzi? Piccione viaggiatore?) alla redazione di Report perché ha riconosciuto nel signore elegante ma losco un famoso dirigente dei servizi segreti italiani, del quale non esistevano foto da anni. Ma lei lo riconosce, bravissima.
Un segugio implacabile.
E fortuna vuole che il padre della prof si senta male solo a Fiano Romano: se si fosse sentito male fuori da Palazzo Chigi, chissà quante volte avrebbe visto il dirigente dei servizi andare in visita da Conte.
Chissà.
E allora Report capisce che è il momento di dire la verità al popolo italiano. Meno male che c’è il servizio pubblico a svelare le trame dei politici italiani all’Autogrill.
Rimane il dubbio che il giornalismo di inchiesta dovrà chiarire: è stato un Camogli o una Rustichella a segnare la dolorosa fine del Governo Conte?"
90 minuti di applausi!



lunedì 22 marzo 2021

Ballata della Manifattura

 Ho letto e mi hanno mandato questa Ballata, l'Asinone è lieto di farla conoscere.


L’intrigante meneghino

e il furbesco ragioniere

han già pronte betoniere

e un rombante camioncino.


Sono furbi e sono lesti

han fiutato un buon affare

e si danno un gran da fare

per confondere gli onesti.

 

Contan storie strabilianti

di parcheggi multipiano

dove giungi in aeroplano

per far shopping di diamanti.

 

Ciò che serve veramente

per produrre un tal prodigio

è che al gioco di prestigio

tu ci creda ciecamente.

 

C’è un sagace borgomastro

che fa pure il contadino

lui stratega sopraffino

preso già come un pollastro.

 

L’edificio centenario

tanto ricco di memorie

senza fare tante storie

lo regala al miliardario.

 

Per un piatto di minestra

gli dà pure il deretano

e con stile hollywoodiano

fa suonar anche l’orchestra.

 

Per concluder questa storia

di maneggi e malaffari

maggiorenti e dignitari

voglion toglierci memoria.

 

Ma non san che i cittadini

bonaccioni ma non fessi

sono pronti di riflessi

son giuristi sopraffini.

 

E si senton già in Procura

risuonar certi racconti

evocar Corte dei Conti

per salvar Manifattura!

 



lunedì 20 luglio 2020

Fake news e Sepolcri Imbiancati


L’Asinone “odia virtualmente” i maligni diffusori di fake news che imbrogliano e creano confusione nei cittadini. 
Salvini, la Meloni, i 5Stelle vanno avanti ogni giorno con questa pratica scorretta e vile per carpire consensi, imbrogliando le persone.
A Lucca invece assistiamo con curiosità ad un sistema nuovo: un quarto di verità, spacciato per l’intero, un dico e non dico, inventato da Luca Menesini, Presidente Provincia e Sindaco di Capannori.  
Menesini, dice spesso cose che onestamente mai potremo definire fake news, ma neppure interamente vere.
Dichiarazioni che sembrano oro colato, ma lo sono solo in parte, con  testi molto raffinati e difficili da interpretare, tanto da lasciare tutti indecisi se si tratti solo di una comunicazione istituzionale venuta male o volutamente confusa. Qualche esempio:
Ponte sul Serchio, annuncia Menesini “Il bando di gara è pronto. Partiamo appena ci danno il via da Palazzo Orsetti“. 
Tutto sembra ok, ma la verità vera è che la Provincia e quindi lui, ha portato avanti molto tempo l’iter autorizzativo del Ponte senza la conformità urbanistica del Comune, scaduta da anni. 
Per cui occorre ricominciare daccapo richiedendo al Comune di Lucca una nuova variante per ripristinare la conformità urbanistica, come l’Assessore all'Urbanistica, Mammini, ha subito precisato.
Impianto di Compostaggio: Menesini annuncia uno storico accordo per  realizzare l’impianto di compostaggio a Livorno con Capannori che pagherà tariffe agevolate. 
Solo che questo impianto da decine di anni doveva essere costruito a Capannori e dare introiti al bilancio comunale per molto tempo, come ha subito precisato l’ex Assessore Regionale e Comunale, Baronti.
Complanare della Piana di Lucca: Menesini come Presidente della Provincia scrive : “…chiederemo al governo che nelle oltre 100 opere ritenute strategiche ci siano inserite almeno due opere strategiche per i nostri cittadini…. il raddoppio ferroviario Lucca-Firenze…. con la tratta Lucca-Viareggio e gli Assi Viari modificati, ovvero con gli indispensabili cambiamenti progettuali richiesti dagli enti locali”.
Qui si materializza il massimo della perfidia della nuova forma di comunicazione.
Il Presidente della Provincia Menesini chiede lo sblocco dei cantieri degli Assi Viari che lui stesso tiene bloccati, da molto tempo, come Sindaco di Capannori, con richieste di modifiche del tracciato, in parte di difficile realizzazione.
Questa nuova  “Comunicazione alla Menesini” diventerà l’evoluzione naturale delle fake news, che sono sempre più perseguite dalla Polizia Postale?
O sarà la riscoperta e l’esaltazione dei Sepolcri Imbiancati?

L’Asinone




martedì 28 aprile 2020

Sorridiamo x non piangere...


A breve comunicherò le 15 persone che sono autorizzate da me e da Conte, a partecipare al mio funerale, ove che ne fosse bisogno (Corna).
Se avessi dimenticato qualcuno che ritiene di aver più diritto di quelli elencati è pregato di comunicarlo al più presto, dandone le motivazioni.
Grazie.

L’Asinone Lucchese



lunedì 27 aprile 2020

Totò e Peppino


L’eterna Italica lotta fra i compiaciuti legulei che tutto vogliono normare e gli azzeccagarbugli  che ricercano e trovano sempre la maniera legale di aggirare codici e pandette pesantemente introdotte, si sta ripetendo anche questa volta sulle norme introdotte dal Governo Conte.
L’Asinone sta, anche questa volta, con Totò contro Peppino, ovvero con gli Azzeccagarbugli, non sopportando coloro che vogliono tutto normare, limitando le libertà naturali della persone, con innumeri divieti, pedissequamente elencati e fatti valere con la forza bruta delle sanzioni.
Peppino leguleio vuol normare anche l’aria che si respira, tentando di specificare pedissequamente divieti e proibizioni, ma lasciano così varchi enormi alla intelligente fantasia di Totò, l’ Azzeccagarbugli.
Vediamo le più eclatanti su queste Pandette Conte.
Pranzi e Cene di asporto: si possono ordinare e andare a ritirare senza alcuna specifica: per cui ovunque in Toscana, purché non siano consumate dentro e nell’immediata vicinanza. Ordiniamo un Pranzo a Firenze o a Siena, lo ritiriamo con la mascherina, facciamo qualche kilometro verso casa e mangiamo con le distane sociali in un bel Parco, aperto al pubblico.
Acquisti di necessità, ovvero la Pappa: sparita la dicitura nel più market più vicino possiamo legittimamente andare ad acquistare il Pesce, bene indispensabile alla dieta dell’Asinone, al Mercato Ittico di Livorno, o la Trippa a quello di Firenze, con le dovute precauzioni come al Super.
Passeggiate e Trekking: scomparsa la dicitura vicino casa, ne specificato a piedi o in bici, possiamo andare ovunque e noi di “Lucca Fora” ne approfitteremo per riappropriarsi del centro-storico, facendo “vasche” in via Fillungo e pedalando per le vie del centro e sulle Mura.
L’Asinone potrebbe continuare a ragliare a valanga, ma voleva solo far capire a Peppino che le norme vanno fatte con intelligenza per aiutare gli Italiani normali a convivere decentemente con questa emergenza puntando alla responsabilità di ognuno e non vanno fatte per punire i furbetti che ci saranno sempre, creando un clima di oppressione e di violazione delle libertà individuali che porta inevitabilmente,  tutti noi, nella braccia astute e accoglienti di Totò.

L’Asinone lucchese




lunedì 23 marzo 2020

Salvini, un dramma nel dramma


Nel tragico evolversi di questo Virus maledetto, dei nostri morti, del dramma delle famiglie colpite e isolate, della crisi economica attesa, dei sacrifici di molti in prima linea e in casa e nel pieno rispetto di tutto ciò, l’Asinone, vuole bisbigliare sommessamente di un altro dramma certo molto minore, minuscolo direi, nel tentativo di strappare un sorriso, per il morale di tutti.

Il dramma di Salvini, che con il suo suicidio politico uscendo dal Governo per ambizione di pieni poteri, si è persa l’occasione di essere al comando, come Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno, nel gestire questa crisi.
Un ex Capitano che si è perso l’occasione della vita. Drammatico.
Pensate solo a quante divise si sarebbe potuto mettere, da Chirurgo, da Infermiere, da Portantino, da Crocerossino, da Becchino, replicando anche quelle già sfoggiate di Carabiniere, Poliziotto, Vigile del Fuoco, Barman, DJ.
Pensate a quante quotidiane dirette Facebook e a quante comparsate nelle corsie degli Ospedali, nei Cimiteri, non ha potuto fare.
Quanti navi, traghetti, gondole e pattini, non ha potuto sequestrare.
Quante decisioni rapide perse: tutto chiuso, tutto aperto e poi di nuovo tutto chiuso. Avanti tutti, tutti indietro, ordine e contrordine!
Guerra a tutti gli Stati Europei: Francia, Austria, Germania, San Marino, uscita dall’Euro, dall’Europa, dal Mondo.
Tutto in fumo, rimembrando il Manzoni: ”……come sul capo al naufrago l’onda s’avvolve e pesa…..tal su quell’alma il cumulo delle memorie scese...chinati i rai fulminei, le braccia al sen conserte, stette, e dei dì che furono l’assalse il sovvenir! ….".  ” Che drammone…!
Non proviamo certo compassione per tutto quello che il suo Ego ha perso, anzi siamo molto sollevati che l’Italia e tutti noi abbiamo scampato il pericolo di finire nelle mani di un megalomane irresponsabile, che anche dall’opposizione cerca di danneggiare il Paese pur di avere un ruolo e una visibilità, che non ha più.

L’Asinone    


venerdì 28 febbraio 2020

I migliori della Lega per il Governo dell'Italia


Dopo le foto di Salvini al Papeete, 
quelle di Fontana con la mascherina in diretta TV, 
mancava la performance di Zaia: “… tutti abbiamo visto i Cinesi mangiare topi vivi.”
Pensierino della sera:
I Veneti hanno sempre mangiato gatti che mangiano topi vivi.
Ora i Veneti mangeranno anche i Cinesi?




venerdì 21 febbraio 2020

Noi abitanti di San Concordio vogliamo un altro Santo!

In antico, a Lucca come altrove, si era soliti dare il nome di un Santo ai Paesi e ai quartieri periferici: San Marco, San Vito, San Filippo, Sant’Anna e così via.
Al Santo prescelto si affidava la sicurezza e il benessere degli abitanti che lo veneravano nella Chiesa del Paese.
Dobbiamo prendere atto che nel nostro Paese, il Santo Concordio non ha funzionato mai bene. 
Già nei secoli scorsi la Ferrovia e la Stazione ci hanno isolato dal vicino centro storico. 
Poi il Sindaco Fazzi, ci ha tolto l’accesso più facile alla città, chiudendo il passaggio a livello, sostituendolo con un assurdo e pericoloso sottopasso pedo-ciclistico.
La Giunta Tambellini ha portando a termine il sottopasso di via Ingrellini, facendo divenire le vie di interne di quartiere, Consani e Formica la nuova superstrada per i Tir della zona artigianale di Mugnano e per tutto di il traffico stradale da Lucca Nord-Est e dalla Piana Lucchese verso i caselli Autostradali, Pisa, Viareggio e Lucca ovest. 
Senza provvedere all’apertura dell’indispensabile Casello autostradale di Mugnano
Adesso la Giunta Tambellini vuole infierire nuovamente su noi Sanconcordini, stuprando l’unica area a verde della parte est del Paese, un Parco Giochi per bimbi e di relax per gli anziani, per realizzare una scuola, di conclamata inutilità. 
Se inutile perché farla?  Va fatta perché si è trovato il finanziamento.
Tre negatività assieme: uccisione del Parco, edificazione di una Scuola che non serve, sputtanamento di soldi pubblici che altrove sarebbero più utili.
Ancora ebbri del sangue nostro vogliono realizzare una mega pensilina anch’essa di nessuna utilità, nello storico e interrato Porto di Lucca, che meriterebbe un restauro assieme agli arredi industriali presenti nell’area, sputtanando altri 6 milioni di euro. 
Come ciliegina ci stanno regalando un pista ciclabile pericolosa nel tracciato e nell’attraversamento di via Consani, erigendo in Via Nottolini opportunamente disintegrata, nella carreggiata e nei parcheggi, il monumento funerario alla Fontana del Nottolini, con acqua gassata, ma senza possibilità di sosta.
Per riempire le bottiglie sarà fornito dal Comune un servizio di Droni radiocomandati, appositamente fatti venire dalla Turchia.
Per tutte queste ragioni noi popolo ex-Sanconcordino vogliamo ripudiare il Santo Concordio che non ha dato grande prova di se a proteggere il Paese dalle invasioni barbariche e da gli Attila di turno.
Per il nuovo Santo il popolo è incerto fra: San Giuda Taddeo, il Santo per i casi disperati e  San Expedito il Santo per i casi disperati ma anche  urgenti
 L’Asinone


Santo Expedito