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domenica 8 gennaio 2023

Da il "Riformista" una intervista di Umberto De Giovannangeli a Nadia Urbinati - del 7 gennaio 2023

"Lotte interne e capibastone, il prossimo segretario del Pd sarà sempre un’anatra zoppa”

Quel Congresso del “nuovo Pd” che non decolla e un deficit di leadership politica. 

Il Riformista ne discute con Nadia Urbinati, accademica, politologa italiana naturalizzata statunitense, docente di Scienze politiche alla Columbia University di New York.

La professoressa Urbinati è stata chiamata a far parte del Comitato costituente che dovrebbe declinare una proposta di manifesto del Partito in costruzione.

Un dibattito che stenta a decollare e che rischia di appiattirsi sul posizionamento dei maggiorenti dem su questo o quel candidato alla segreteria. Professoressa Urbinati, il “nuovo” Pd è ridotto a questo?

È quello che il Pd può offrire dato lo statuto che ha. Uno statuto che lo obbliga per forza ad arrivare alle primarie aperte per eleggere il suo segretario. È inevitabile che ci sia campagna elettorale, che ci siano candidati e anche dei capi bastone organizzati attorno a quello o questo candidato. Con lo statuto che è in vigore questa è la condizione normale. Tutto quello che vediamo o leggiamo, in Tv o sui giornali, è il riflesso di un partito che cerca di riposizionare sé stesso eleggendo un candidato ideale – un profeta che sia, si badi bene, disarmato. Una ricerca che viene lasciata ai voti anche di non iscritti. E probabilmente sarà una leadership, come quelle precedenti, che rischia di consumarsi, dopo le elezioni con il paradosso di una forte legittimità elettorale e una debole legittimità politica interna per cui le fazioni/correnti non sembrano destinate a cambiare e tanto meno a sciogliersi, ma che anzi si riaccendono proprio in occasione di questa discussione. Lo si è visto.

Quella imboccata è una via senza uscite?

Non è un destino cinico e baro quello che investe il Pd. Le vie ci sarebbero. Ma quella che stenta a concretizzarsi è una volontà politica condivisa nel ricercarle. In questo momento nessuno vuole porsi la questione di come uscirne e uscirne in meglio per il partito nel suo insieme. Nessuno dei candidati si esprime in questo senso, perché ciascuno di loro sa che quello è un campo minato. Proviamo a immaginare la riscrittura di una Costituzione con gli attori in campi diffidenti gli uni degli altri, e intenzionati a resistere ad ogni forza unitiva che li possa indebolire. Non c’è accordo, altrimenti ci sarebbe la possibilità di riscrivere le regole, di rimettere mano a quel manifesto dei valori che ha fatto il suo tempo, nei contenuti e nello stile. Insomma, ci sarebbe la possibilità, se…. Ma non c’è perché non c’è armonia tra le parti. È una lotta interna che impedisce la riscrittura di queste regole nuove – quelle che ci sono gestiscono al meglio un armistizio.

Tutto questo avviene in un momento in cui ci sarebbe bisogno, in Parlamento e nel Paese, di una opposizione, per usare un aggettivo caro a Enrico Letta, “pugnace” al governo Meloni.

Nel momento in cui più ci sarebbe bisogno di una opposizione intelligente e pugnace, una siffatta opposizione è solo nei desiderata. Una opposizione che non esiste nella realtà. In queste settimane abbiamo visto tentativi di bloccare, attraverso il filibustering parlamentare, la pessima manovra economica e sociale del Governo, ma il presidente del Senato ha poi il potere di far cadere la scure e così rimettono a posto le cose. Per dire che la minoranza non ha oggettivamente molto spazio di manovra parlamentare, anche perché è un’opposizione divisa quella di Pd e 5Stelle. Anche per questa ragione sarebbe importante avere una stampa, un’opinione pubblica, che dia più energia, spazio e sostegno all’opposizione. Questo non avviene. Quindi l’opposizione è debole all’interno, non ha un sostegno forte all’esterno e non riesce nemmeno a costruirselo da sola, attraverso i movimenti e anche forme di mobilitazione, che sono necessari e non un segno di anarchia (la democrazia è luogo del dissenso, non solo del consenso). E così viviamo come in una bolla. Come se, ed è questa la cosa che a me più stupisce, questo fosse il migliore dei possibili governi in questo momento. Perché si tende a giustificare questo Governo. Certo, si dice che c’è un litigio interno. Ma il problema non è il litigio interno, che ci può stare in un esecutivo di coalizione; dovrebbe interessare giudicare che cosa produce e non se c’è litigiosità. Ma è mai possibile che una conferenza stampa della presidente del Consiglio sia dominata dalla questione della stabilità della coalizione e non invece dai contenuti inegualitari e dispendiosissimi per i contribuenti (quelli che pagano, si intende)? A me sembra che non sia un periodo buono per la nostra politica nazionale.

Tornando al dibattito congressuale del Pd. Le candidature sono in campo. Le convincono?

Mi sembrano candidature “a coppie”. Una parte e l’altra con due forme candidati che, per la loro indivuale specificità, dovrebbero coinvolgere diversi soggetti all’interno della stessa aerea. Un’area più centrista e l’altra più spostata verso l’ecologismo e la sinistra. Vediamo come si svilupperà questa competizione. Per ora gli attori esprimono opinioni che sono in molti casi o poco diversificate o ambigue. Al momento non mi pare che ci sia una vera e propria campagna elettorale. C’è un posizionamento rispetto alle forze interne al partito, alle varie consorterie. È una situazione abbastanza debilitata, che non attira la passione, non muove emozioni particolari se non l’attesa di chi sarà il nuovo segretario.

Alla luce di tutte queste considerazioni, il “nuovo” Pd già nasce vecchio?

Per me non è un problema di vecchio o giovane. È che nasce disfunzionale. Perché internamente è duale. Non si tratta di una polarizzazione ma di una dualità. Ci sono due luoghi ideali che hanno le loro caratteristiche riferite ad un passato che era quello democristiano, da un lato, e quello laico-socialista, socialriformista, dall’altro. A questo punto ci si può chiedere: invece di assistere a questa eterna lotta per l’egemonia, non sarebbe meglio avere queste due espressioni rese evidenti ovvero che operano insieme ma in maniera federata. Continuando in questo modo, l’una parte blocca l’altra, con un sistema di veti che immobilizza o non consente al Pd, soprattutto in questo momento, di svolgere una funzione pugnace e intelligentemente attiva. È un problema serio. Che non si risolve nell’arrovellarsi sull’identità. Le identità dei partiti sono anche funzionali al momento. Non sono mai identità totalmente scorporate dal contesto. In quel partito ci sono due chiare direzioni di marcia. Due. Una vuole, l’altra non vuole. Una vuole “a”, l’altra vuole “b”. Su questioni non marginali, che hanno a che fare con il come interpretare il lavoro in relazione al capitale, come interpretare l’intervento dello Stato in economia – siamo d’accordo con quel che sta nell’attuale manifesto dei valori che lo Stato non debba interferire nell’economia? Lo dice anche Giorgia Meloni! Di fronte a queste reali discriminanti sarebbe utile avere una maggiore linearità invece di mantenere un’apparenza di unità.

Umberto De Giovannangeli

Nadia Urbinati

 

 

 

   

martedì 3 gennaio 2023

Riprende le pubblicazioni "L'Asinone".

 Dopo una sosta di oltre un anno, per i troppi impegni della redazione, cioè miei, ho deciso di riprendere la pubblicazione de "L'Asinone" che si affiancherà, a volte soprapponendosi, all'altro mio blog di informazione: "Informatore Lucchese".

La differenza fra i due? Questo sarà più sbarazzino, spazierà a tutto campo, con più irriverenza, meno ingessatura, dell'altro, che sarà principalmente dedicato alla nascita del Terzo Polo e alla Informazione sulla Federazione fra Azione e Italia Viva.

francesco colucci 




martedì 4 maggio 2021

A proposito di Rai e di Report, ecco Matteo Renzi

Ieri è andato in onda un servizio che andrebbe studiato nei manuali di complottismo. Andiamo con ordine.

1. Sono tra i pochi politici che risponde sempre alle domande di Report. Sempre.
2. L’intervista che ho rilasciato dura un’ora ed è stata tagliata in tutti i passaggi più significativi. Per gli appassionati, il video si trova sul mio canale YouTube. Trasparenza è la mia parola d’ordine, altro che storie. I tagli li ha fatti la redazione.
3. Non faccio incontri segreti e se devo fare un incontro riservato non lo faccio in Autogrill ma in un ufficio. Se vedo una persona al volo in Autogrill, in stazione, in aeroporto, in treno, in piazza, allo stadio, non lo definisco incontro segreto. Se qualcuno pensa che si possa organizzare un incontro segreto in un luogo pubblico, costui ha bisogno di un TSO immediato.
4. Nella storia di Report ci sono molti punti oscuri. Seguite la storia. Quattro mesi fa, una donna, che di mestiere fa l'insegnante, si ferma in Autogrill perché suo padre sta male. Dispiace. Mentre il padre sta male, la signora si insospettisce perché vede un tipo “elegante ma losco” che si aggira nervoso in attesa di qualcuno.
Come fanno tutti quelli che hanno un padre che sta male in auto, la signora si disinteressa del padre e inizia con un telefonino a girare - senza scendere dalla sua macchina - un video del tipo "elegante ma losco". A quel punto arriva una macchina: è Renzi, losco ma non elegante, e soprattutto immancabile convitato di pietra di tutti gli scandali repubblicani. Renzi e l’altro, il tipo elegante ma losco, stanno 40 minuti a chiacchierare fuori dall’Autogrill, peraltro Renzi senza cappotto il 23 dicembre, in mezzo alla gente che passa, e la signora continua a videoregistrare con sprezzo del pericolo. Complimenti alla batteria del cellulare, intanto. Dopo 40 minuti, Renzi e il signore elegante ma losco si salutano e la prof chiusa dentro la macchina riesce a registrare le parole di commiato “Lei sa dove trovarmi”, che sembrano quasi una minaccia.
Il fatto che la signora riesca a distanza di metri, col finestrino chiuso, a sentire le parole, senza neanche leggere il labiale perché i due indossano una mascherina, è straordinario: fortunati gli studenti che possono contare su una professoressa dalle orecchie bioniche.
Ma non finisce qui, perché a questo punto la signora sfoggia doti divinatorie e spiega che il signore elegante ma losco gira e torna a Roma, mentre Renzi va verso Firenze.
Fermi, fermi: come è possibile?
Se Report non ha cambiato nottetempo le regole del codice delle strada, quando ci sono due auto provenienti da Sud - ferme nell’Autogrill di Fiano Romano - entrambe sono obbligate ad andare verso Firenze, perché in autostrada non si può tornare indietro, fino a che non c’è un casello.
A meno che la macchina del signore elegante ma losco non sappia volare o abbia il diritto di viaggiare contromano, questa informazione della prof tradisce la verità.
Chi ha scritto il copione della signora si è dimenticato di questa piccola contraddizione (il diavolo, si sa, fa le pentole ma non i coperchi) dimostrando che siamo in presenza di un racconto falso.
Non finisce qui.
La signora custodisce come una reliquia il Video per quattro mesi. Poi, improvvisamente sputa il rospo e passa un video di quaranta minuti (We transfer? Aereo di Stato pagato da Renzi? Piccione viaggiatore?) alla redazione di Report perché ha riconosciuto nel signore elegante ma losco un famoso dirigente dei servizi segreti italiani, del quale non esistevano foto da anni. Ma lei lo riconosce, bravissima.
Un segugio implacabile.
E fortuna vuole che il padre della prof si senta male solo a Fiano Romano: se si fosse sentito male fuori da Palazzo Chigi, chissà quante volte avrebbe visto il dirigente dei servizi andare in visita da Conte.
Chissà.
E allora Report capisce che è il momento di dire la verità al popolo italiano. Meno male che c’è il servizio pubblico a svelare le trame dei politici italiani all’Autogrill.
Rimane il dubbio che il giornalismo di inchiesta dovrà chiarire: è stato un Camogli o una Rustichella a segnare la dolorosa fine del Governo Conte?"
90 minuti di applausi!



lunedì 22 marzo 2021

Ballata della Manifattura

 Ho letto e mi hanno mandato questa Ballata, l'Asinone è lieto di farla conoscere.


L’intrigante meneghino

e il furbesco ragioniere

han già pronte betoniere

e un rombante camioncino.


Sono furbi e sono lesti

han fiutato un buon affare

e si danno un gran da fare

per confondere gli onesti.

 

Contan storie strabilianti

di parcheggi multipiano

dove giungi in aeroplano

per far shopping di diamanti.

 

Ciò che serve veramente

per produrre un tal prodigio

è che al gioco di prestigio

tu ci creda ciecamente.

 

C’è un sagace borgomastro

che fa pure il contadino

lui stratega sopraffino

preso già come un pollastro.

 

L’edificio centenario

tanto ricco di memorie

senza fare tante storie

lo regala al miliardario.

 

Per un piatto di minestra

gli dà pure il deretano

e con stile hollywoodiano

fa suonar anche l’orchestra.

 

Per concluder questa storia

di maneggi e malaffari

maggiorenti e dignitari

voglion toglierci memoria.

 

Ma non san che i cittadini

bonaccioni ma non fessi

sono pronti di riflessi

son giuristi sopraffini.

 

E si senton già in Procura

risuonar certi racconti

evocar Corte dei Conti

per salvar Manifattura!

 



lunedì 20 luglio 2020

Fake news e Sepolcri Imbiancati


L’Asinone “odia virtualmente” i maligni diffusori di fake news che imbrogliano e creano confusione nei cittadini. 
Salvini, la Meloni, i 5Stelle vanno avanti ogni giorno con questa pratica scorretta e vile per carpire consensi, imbrogliando le persone.
A Lucca invece assistiamo con curiosità ad un sistema nuovo: un quarto di verità, spacciato per l’intero, un dico e non dico, inventato da Luca Menesini, Presidente Provincia e Sindaco di Capannori.  
Menesini, dice spesso cose che onestamente mai potremo definire fake news, ma neppure interamente vere.
Dichiarazioni che sembrano oro colato, ma lo sono solo in parte, con  testi molto raffinati e difficili da interpretare, tanto da lasciare tutti indecisi se si tratti solo di una comunicazione istituzionale venuta male o volutamente confusa. Qualche esempio:
Ponte sul Serchio, annuncia Menesini “Il bando di gara è pronto. Partiamo appena ci danno il via da Palazzo Orsetti“. 
Tutto sembra ok, ma la verità vera è che la Provincia e quindi lui, ha portato avanti molto tempo l’iter autorizzativo del Ponte senza la conformità urbanistica del Comune, scaduta da anni. 
Per cui occorre ricominciare daccapo richiedendo al Comune di Lucca una nuova variante per ripristinare la conformità urbanistica, come l’Assessore all'Urbanistica, Mammini, ha subito precisato.
Impianto di Compostaggio: Menesini annuncia uno storico accordo per  realizzare l’impianto di compostaggio a Livorno con Capannori che pagherà tariffe agevolate. 
Solo che questo impianto da decine di anni doveva essere costruito a Capannori e dare introiti al bilancio comunale per molto tempo, come ha subito precisato l’ex Assessore Regionale e Comunale, Baronti.
Complanare della Piana di Lucca: Menesini come Presidente della Provincia scrive : “…chiederemo al governo che nelle oltre 100 opere ritenute strategiche ci siano inserite almeno due opere strategiche per i nostri cittadini…. il raddoppio ferroviario Lucca-Firenze…. con la tratta Lucca-Viareggio e gli Assi Viari modificati, ovvero con gli indispensabili cambiamenti progettuali richiesti dagli enti locali”.
Qui si materializza il massimo della perfidia della nuova forma di comunicazione.
Il Presidente della Provincia Menesini chiede lo sblocco dei cantieri degli Assi Viari che lui stesso tiene bloccati, da molto tempo, come Sindaco di Capannori, con richieste di modifiche del tracciato, in parte di difficile realizzazione.
Questa nuova  “Comunicazione alla Menesini” diventerà l’evoluzione naturale delle fake news, che sono sempre più perseguite dalla Polizia Postale?
O sarà la riscoperta e l’esaltazione dei Sepolcri Imbiancati?

L’Asinone




martedì 28 aprile 2020

Sorridiamo x non piangere...


A breve comunicherò le 15 persone che sono autorizzate da me e da Conte, a partecipare al mio funerale, ove che ne fosse bisogno (Corna).
Se avessi dimenticato qualcuno che ritiene di aver più diritto di quelli elencati è pregato di comunicarlo al più presto, dandone le motivazioni.
Grazie.

L’Asinone Lucchese



lunedì 27 aprile 2020

Totò e Peppino


L’eterna Italica lotta fra i compiaciuti legulei che tutto vogliono normare e gli azzeccagarbugli  che ricercano e trovano sempre la maniera legale di aggirare codici e pandette pesantemente introdotte, si sta ripetendo anche questa volta sulle norme introdotte dal Governo Conte.
L’Asinone sta, anche questa volta, con Totò contro Peppino, ovvero con gli Azzeccagarbugli, non sopportando coloro che vogliono tutto normare, limitando le libertà naturali della persone, con innumeri divieti, pedissequamente elencati e fatti valere con la forza bruta delle sanzioni.
Peppino leguleio vuol normare anche l’aria che si respira, tentando di specificare pedissequamente divieti e proibizioni, ma lasciano così varchi enormi alla intelligente fantasia di Totò, l’ Azzeccagarbugli.
Vediamo le più eclatanti su queste Pandette Conte.
Pranzi e Cene di asporto: si possono ordinare e andare a ritirare senza alcuna specifica: per cui ovunque in Toscana, purché non siano consumate dentro e nell’immediata vicinanza. Ordiniamo un Pranzo a Firenze o a Siena, lo ritiriamo con la mascherina, facciamo qualche kilometro verso casa e mangiamo con le distane sociali in un bel Parco, aperto al pubblico.
Acquisti di necessità, ovvero la Pappa: sparita la dicitura nel più market più vicino possiamo legittimamente andare ad acquistare il Pesce, bene indispensabile alla dieta dell’Asinone, al Mercato Ittico di Livorno, o la Trippa a quello di Firenze, con le dovute precauzioni come al Super.
Passeggiate e Trekking: scomparsa la dicitura vicino casa, ne specificato a piedi o in bici, possiamo andare ovunque e noi di “Lucca Fora” ne approfitteremo per riappropriarsi del centro-storico, facendo “vasche” in via Fillungo e pedalando per le vie del centro e sulle Mura.
L’Asinone potrebbe continuare a ragliare a valanga, ma voleva solo far capire a Peppino che le norme vanno fatte con intelligenza per aiutare gli Italiani normali a convivere decentemente con questa emergenza puntando alla responsabilità di ognuno e non vanno fatte per punire i furbetti che ci saranno sempre, creando un clima di oppressione e di violazione delle libertà individuali che porta inevitabilmente,  tutti noi, nella braccia astute e accoglienti di Totò.

L’Asinone lucchese