Translate

sabato 12 agosto 2017

L'Uomo, questo discriminato!!!


La comica ed assurda vicenda dei bermuda del Sindaco di Viareggio, assurda perché se vi è un regolamento un persona non si fa entrare, sedere e poi cacciare davanti a tutti, roba da extraterrestri; stimola l’Asinone ad una riflessione sul mutare dei canoni di “decenza” maschile e femminile nell’ultimo secolo.
Nulla è mutato per l’uomo: oggi come cento anni fa essere presentabile vuol dire indossare pantaloni lunghi, camicia e cravatta, giacca. E’ sparito solo il cappello, indispensabile fino agli anni 60 e il panciotto con il cipollone d’oro.
Per la donna invece una rivoluzione: prima i canoni della donna “presentabile” erano gonna sotto il ginocchio, camicette attillate, colori scuri, massimo pastello, adesso alla donna tutto è permesso. Mini gonne ardite, hot pants minuscoli, canotte vertiginose, colori accessi nei vestiti e nei capelli, di moda quest’anno la falda celeste, ma anche il verde e il rosa fa tendenza.
Un uomo non può permettersi di entrare in un club, invitato, in una località turistica sul mare, in pieno agosto, con dei castissimi bermuda, mentre una donna con un mini gonna filo fica non sarebbe stata di certo cacciata.
Perché un polpaccio maschile fa scandalo e una nudità femminile esasperata fa audience?
Si dirà: ma esiste un regolamento, certo solo per gli uomini, perché? La donna può vestirsi o meglio svestirsi, come crede, può dipingersi i capelli come i colori dell’arcobaleno e nessuno viene in mente che potrebbe turbare i commensali?
Mi fermo qui se no schiere di femministe potrebbero bruciarmi la stalla.
Andando nel concreto, l’Asinone ha appurato che al Club Nautico sembrerebbe esistere un regolamento per soli uomini oppure un regolamento per tutti, ma applicato solo agli uomini.
Il regolamento al titolo quinto tra l’altro recita “…..  Dopo le ore 19 i soci e loro ospiti potranno accedere ai locali della sede e del ristorante esclusivamente indossando pantaloni lunghi…..”
Si parla genericamente di soci e ospiti, per cui o il regolamento è sessista oppure donne in gonna non potrebbero entrare, solo in pantaloni lunghi.
Credo che una denuncia alla Commissione pari dignità, a difesa dei diritti dei poveri e derelitti maschietti dovrebbe essere fatta.

La farà l’Asinone???


domenica 16 luglio 2017

L'Asinone scriverà un libercolo.

Il 2016 e il 2017 sono stati anni molto "mossi" per la politica locale e non è finita.
L'Asinone li ha vissuti da vicino, da spettatore, a volte da comprimario, sempre da attore libero.
Per questo, L'Asinone è stato convinto da francesco colucci, a scrivere un libretto, anzi un libercolo che racconti la politica lucchese di questi due anni, i suoi retroscena, le sue miserie, le mezze furbizie e i mezzi segreti,  ma anche il nuovo, il positivo, che ne è nato.
Per lo scrive l'Asinone? Perché la politica dovrebbe essere una cosa seria, ma in questi due anni a Lucca, vi sono stati molti episodi che contraddicono questa definizione e farli descrivere da un Blog di Satira, che ha un suo pubblico di appassionati, sembrava più in linea con i temi trattati. 
Tutto è iniziato nel giugno 2016, quando lessi un articolo di Marcello Pera, un caro amico di gioventù, della scuola, delle prime esperienze socialiste comuni: poi le strade si divisero e lui ne ha percorse di eccezionali e meritate, lontano da Lucca, dove appunto tornava a far casa, nell'estate 2016.
Dicevo lessi un suo articolo a favore del SI al referendum Istituzionale e gli scrissi una lettera di plauso e di condivisione, dichiarando che a Lucca avevo intenzione anch'io di fare qualcosa per il SI, con quei quattro gatti dei socialisti rimasti.
L' inaspettata risposta fu un invito a discuterne insieme, davanti un piatto di penne di mare, al Mercatino del Pesce a Sant'Anna. 
Da questo frugale, ma gustoso, pasto, inizierà il mio libercolo, che nei dizionari italiani è nomato: "Libro di poco o nessun valore".  
Per cui nessuna ambizione letteraria, solo un arruffato diario di cose vissute delle quali alcune anche a me, a tutt'oggi, rimaste misteriose o meglio non spiegabili con razionalità del buon padre di famiglia, come dicevano gli antichi Romani. Per la correzione delle bozze l'Asinone non avrà problemi, ci penserà come sempre il buon Aldo, con il consueto amore.
Il libercolo avrà per titolo L'Asinone: dal SI a Renzi al Rinascimento di Sgarbi.
Spero di poter donare questo libretto come strenna natalizia ai pochi ma sinceri amici ma anche ad alcuni dei tanti bavosi nemici...ops...volevo dire avversari....per rimanere nel "politically correct" 
Ma un Asinone può essere politically correct?.... Chissà....



venerdì 14 luglio 2017

L'Asinone: quale coerenza??

Dal Dizionario Italiano. Coerenza: Conformità tra le proprie convinzioni e l'agire pratico.

In politica: se a modifichi i tuoi atteggiamenti per valutazioni politiche sopraggiunte e convinzioni maturate nel tempo, sei crocifisso.

Al gioco del pallone,  se lo fai dopo pochi mesi,  per 10 milioni l'anno, sei un Idolo.



lunedì 3 luglio 2017

Una stizzosa vedova inconsolabile

Aldo Grandi proprietario-direttore-attore- di una sua personale gazzetta, al servizio delle sue personalissime idee e anche altre, mi attacca, a volte su come metto le virgole, questa volta sulla mia coerenza sul giudizio di Tambellini, di cui sono stato nel passato molto critico e invece nel presente ho votato al ballottaggio e fatto votare, dalla nostra lista Rinascimento di Vittorio Sgarbi..
Le motivazioni di questo attacco? Semplice: due sono i soggetti letteralmente impazziti dopo questa tornata elettorale: Santini e Grandi. Per il primo nessuna sorpresa si sapeva che non era all’altezza di fare il Sindaco e come ha reagito alla sconfitta da ragione ha chi lo pensava. Ma Grandi perché fa la stizzosa vedova inconsolabile? Cosa ha perso in questa elezione? Lo dica o se ne faccia una ragione.
Voglio rispondere alle sue esternazioni: è vero, per chi come me ha portato avanti per più di cinque lustri il turismo a Lucca, gli atteggiamenti della giunta uscente sono sembrati spesso non confacenti a quanto andava fatto e con la consueta trasparenza l’ho denunciato pubblicamente, più volte. Confermo tutto.
Per questo la nostra lista “Rinascimento sia” ha portato avanti con altri una candidatura a Sindaco alternativa a Tambellini e Santini: ci siamo battuti per le nostre idee e i nostri programmi, ma non ce l’abbiamo fatta ad andare al ballottaggio.
Fare la lista con l’amico Francesco Poggi non è stato facile e la mia presenza in lista è stata per fare numero, se no avrei fatto il capolista e il mio lavoro è stato sempre e solo per il successo della Lista e del nostro candidato Sindaco, che era il nostro obiettivo. Fare una Lista civica all’ultimo momento, senza finanziamenti, è molto impegnativo e difficile, ma i risultati per Rinascimento sono stati soddisfacenti.
Il popolo lucchese ha scelto per il ballottaggio Tambellini e Santini e fra loro che, per legge, dovevamo scegliere chi votare o non votare, che non fa parte del mio credo.
Ho sempre affermato in questi ultimi otto mesi che solo un candidato autorevole moderato, di centro, avrebbe potuto battere, anche al primo turno Tambellini, ma la protervia, l’ambizione sfrenata, la presunzione di Remo Santini, ha impedito con la sua scelta scellerata a candidarsi in grande anticipo, che il disegno di una autorevole candidatura moderata potesse andare avanti e il Grandi ci ha messo molto di suo con attacchi personali e vergognosi al Presidente emerito del Senato Marcello Pera che stava tessendo con pazienza il disegno moderato con noi.
Con Tambellini abbiamo aperto un discorso proprio sul turismo, la cultura, il commercio, il bello, che sono i temi che da sempre ci stanno a cuore, in linea con le posizione del nostro movimento e del suo  riferimento, Vittorio Sgarbi.
Credo che Tambellini, persona intelligente, abbia capito che una parte importante della città ha scelto di non votare o votargli contro perché Lucca è citta d’arte di turismo e di commercio e che questi temi non possono non essere al centro della vita amministrativa del Comune, insieme certo ad altri.
Per cui abbiamo ritenuto utile alla città assumere come Rinascimento, in un momento estremamente difficile, dove tutti pensavano e dicevano che avrebbe vinto Santini, di schierarci pubblicamente con Tambellini, nella certezza di poter recitare un qualche ruolo nel riportare al centro dell’attenzione amministrativa i temi che ci stanno a cuore. L’abbiamo indovinata? Non lo so. Spero di si,  ma questa scommessa politica, andava fatta  perché l’unica nell’interesse della città di Lucca.
In politica occorre a volte rischiare e noi l’abbiamo fatto, senza se e senza ma.
Ho sempre fatto politica nel socialismo riformista di Craxi e Pertini, che mi hanno sempre insegnato che l’interesse primario di un uomo politico deve essere la comunità che vuoi amministrare e non le questioni personali o le ideologie preconcette.
Mai farsi distrarre da impuntature del passato, ma usare sempre intelligenza, duttilità e riformismo per raggiungere la parte possibile degli obiettivi che vuoi realizzare per la tua comunità, senza curarti delle tue simpatie o antipatie.
In questo ballottaggio due erano i nostri obiettivi: il primo aiutare a ridare centralità ad una politica culturale e del turismo a Lucca, il secondo evitare al nostro Comune un Sindaco inadeguato.
Il primo obiettivo è ora nella mani di Tambellini e del PD, il secondo, l’abbiamo raggiunto e i fatti recenti dimostrano a tutti che avevamo ragione.





mercoledì 28 giugno 2017

Elezioni: proviamo a ridere con l'Asinone...ma alcuni si incazzeranno...pazienza!!


Coraggio! ancora pochi giorni: poi delle elezioni di Lucca non si parlerà più.
Pian piano coloro che hanno perso, per poco o per tanto, si renderanno conto che è finita.... “rien ne va plus” …. se ne riparlerà fra cinque anni.
I social, per qualche settimana ancora, saranno zeppi di offese, denigrazioni su chi ha vinto, ma piano piano anche questi “rosicanti” non interesseranno più a nessuno.
Santini riprenderà il suo lavoro, in quel di Firenze, dicono, Cosentino tornerà a infornare le pizze, gli sfegatati urlatori andranno a fare i loro cori al Porta Elisa.
Per due o tre Consigli Comunali ci sarà un po’ di agitazione, da parte dei nuovi, che saranno emozionati come il primo giorno di scuola, ansiosi di mettersi in mostra.
Inizierà la diaspora degli eletti nelle Liste Civiche: come dice Marco Chiari “…le liste civiche, ne abbiamo esperienze anche in passato, si sa come sono: nascono sei mesi prima delle elezioni e muoiono il giorno dopo il voto…”
Le Liste con “Lucca e…” scompariranno pian piano, nonostante i soliti pomposi proclami post elezioni....così come sono apparse.
Rimarranno i vecchi partiti e quelli nuovi, come “Rinascimento” di Vittorio Sgarbi, che inizieranno a lavorare per le elezioni prossime: politiche e forse regionali, assai vicine.
Finirà l’agitazione scomposta di queste ultime settimane e si dovrà riprendere a confrontarci con la realtà, non quella virtuale della campagna elettorale, dove si può fare di tutto e di più, ma quella con i problemi veri e con il bilancio da rispettare.
Rimarrà qualche strascico: i ricorsi, sulla carta dei giornali, i soliti regolamenti di conti per patti non rispettati, i “chiodi” da pagare…. e viste certe lussuose campagne, ci vorranno anni e pacchi di cambiali.
All’Asinone rimangono alcune curiosità: come farà la redazione di Lucca di un noto quotidiano a riempire le pagine di cronaca che prima giornalmente dedicava a Santini? Forse per un po’, rimarranno delle pagine bianche?
E come passerà il tempo, che prima dedicava ad incensare il buon Remo, un noto Direttore di un giornale on-line? 
Nulla di che perché tornerà il solito tran tran giornaliero con una conclusione amara ma vera: La famosa frase che Giuseppe Tomasi di Lampedusa mette in bocca al Principe Fabrizio Salina, nel Gattopardo è l’inevitabile sigillo di ogni elezione…da sempre…..
….forse per questo le persone non vanno più a votare….






martedì 27 giugno 2017

Una analisi "asinina" del voto a Lucca

La tendenza nazionale ha visto una ripresa di consensi del centro-destra che fino a pochi mesi fa sembrava in dissolvimento. 
In queste elezioni amministrative parziali guadagnano sempre i partiti di opposizione, come protesta contro il Governo, ma si pensava che questa premiasse i Grillini. 
Invece le loro beghe e la sensazione che il Movimento 5stelle sia in fase terminale per una gestione democratica interna inesistente, ha fatto convogliare sul centro-destra la protesta grazie anche l’immortale Silvio che con l’intuito e l’opportunismo ben noto ha saputo, “nascondere” l’estremismo Salviniano per esaltare la sua moderazione.
A Lucca in controtendenza nazionale il centro-destra non ha vinto, ove vi erano le condizioni più favorevoli per stravincere, anche al primo turno.
Un PD diviso, un Sindaco poco simpatico ai più, davano una occasione unica ad un centro-destra che si fosse presentato su posizioni serie e moderate, presentando un candidato autorevole e credibile. 
Da qui il disegno politico “centrista” di Marcello Pera, ritornato a Lucca, dopo aver ricoperto le più alte cariche dello Stato, per una candidatura moderata, forse anche la sua, credibile e di esperienza. 
Un disegno serio e vincente, ma alcuni gruppi di potere, alcuni vecchi arnesi della destra locale volevano riconquistare il Comune per gestirlo a piacimento e avevano preparato  una candidatura di “facciata” bella, ricca, ma inconsistente. 
Mentre Berlusconi rassicurava l’elettorato moderato, a Lucca si esaltavano gli estremisti, anche nei dibattiti pubblici, dando un immagine ancor più cruenta di una proposta politica massimalista, fatta di “panzane” irrealizzabili, cavalcando i temi a-sociali cari a Salvini, la cui pesante presenza non è mancata, con foto e abbracci.
L’arroganza di Santini che ha liquidato la proposta Pera, al grido: io vado avanti in tutte le maniere - ha creato una spaccatura insanabile fra il centro politico e la destra estrema, che ha portato Pera ha rinunciare al suo disegno, per non assumersi la responsabilità della rottura. 
Solo che buona parte di coloro che vedevano bene la candidatura di un moderato non si sono fermati e sono andati avanti: chi con la Buonriposi, chi con Garzella, perché giudicavano inaccettabile dare Lucca a un manipolo di estremisti, nei rapporti politici e sociali.
La scelta di “Rinascimento” e di buona parte dell’altra lista, di appoggiare, fra mille difficoltà, al secondo turno, Tambellini, è stata una scelta coerente con il percorso politico intrapreso in queste elezioni ed una scommessa difficile ma vincente.
La violenza di una campagna elettorale, fatta di slogan e cori da stadio,  ha allontanato ancor più i lucchesi moderati dal voto e ha lacerato il tessuto politico della città.
Al Sindaco Tambellini, un impegno difficile: ricucire un rapporto con la maggior parte della popolazione che non ha votato e aggiornare quei temi che la sua precedente Giunta forse non ha coltivato con la stessa passione di altri, come la cultura, il turismo, il commercio, la cura delle periferie e del centro, che sono stati, in parte, il volano al consenso di Santini, da non confondersi con il voto irrecuperabile degli estremisti salviniani e di CasaPound.

Credo che “Rinascimento”, la Lista di Vittorio Sgarbi, che ha fatto, da sola, una scelta difficile, quando tutto sembrava perduto, potrà dare una mano per riprendere queste tematiche e ricucire con importanti settori della vita economica della città.