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domenica 25 settembre 2016

I Quaquaraquà del Web.

La moderna società vede alcune grandi novità legate al Web, che fanno veramente pena e gli attori convinti di essere "ganzi" ne sono invero vittime sacrificali.
  1. Killeraggio anonimo: ovvero la facoltà di deridere, offendere, sbeffeggiare sul Web, in maniera anonima, i pensieri di persone, enti, aziende, partiti, che comunicano le loro idee. Solo una società malata come la nostra può considerare "normale e giusto" che si possa con il pusillanime anonimato continuare a bersagliare, dileggiare chi esprime le proprie idee firmandole. In politica poi si consente così, ad avversari politici, falsi e disonesti, di "attaccare" gli avversari scagliando maldicenze e insinuazioni senza mostrare la mano. La barbaria della politica.
  2. Insultatori Professionali: ovvero quelle poche decine di persone, sempre le stesse, che a ogni uscita sul Web del Premier Renzi o di un altro qualsiasi politico, commentano acidamente o più spesso volgarmente, lanciando offese e insulti. Sono sempre gli stessi. La classe politica a volte non indovina alcune scelte, ma che ogni posizione politica espressa sul web, venga sempre dileggiata, schernita, offesa e sempre dalle stesse persone mi sembra più che l'espressione di un diritto costituzionale alla critica, l'espressione di una malattia geneticamente trasmissibile. Su un quotidiano sportivo on line un utente anonimo riporta su ogni articolo in cui si parla della Juve, uno stesso commento pieno di odio contro John Elkann e lo ripete sempre uguale, copia e incolla, da anni, più volte il giorno. Finirà così anche con Renzi, come lo è stato in passato con Berlusconi: siamo nel delirio, non nel diritto.  
  3. Sadismo d'autore, ovvero il diffondere criminalmente notizie false, anche di morti improvvise di personalità, perpetrato sul web al solo fine di guadagnare sui clik ottenuti. Perversità criminali..
L'Asinone si è posto una domanda: come mai in un paese come il nostro ove si legifera e si regolamenta anche il crescere dell'erba, nulla si è fatto per disciplinare almeno in parte questi comportamenti quanto meno poco ortodossi, che rendono un bellissima cosa come libertà del Web, invivibile e a rischio chiusura?
La risposta mi è venuta ricordando un episodio della mia infanzia:
Mio padre, maresciallo della Guardia di Finanza, lavorava in Toscana, ma aveva sposato mia madre di Napoli e a volte, in ferie, mi portava a Napoli a trovare la nonna. Da bimbetto, girando con lui per il centro, vedevo da ogni parte banchetti ove donne urlanti vendevano sigarette di contrabbando. Un giorno fu spontaneo chiedere perché la Guardia di Finanza di Napoli, non facesse nulla per impedire la vendita in pubblico di sigarette di contrabbando. La sua risposta mi fece iniziare a capire come complicato sarebbe stato il vivere in questo paese. Mi disse infatti che lo Stato tollerava che a Napoli si vendessero in strada sigarette di contrabbando perché non essendovi nel dopoguerra lavoro e solo una grande miseria, il non contrastare la vendita al minuto di merci di contrabbando consentiva al popolo, di tirare a campare, in qualche maniera, senza pensare ad altro.
Ecco, credo che in questa storica verità, con questa parabola, sia da leggere la vacua libertà lasciata sul Web, all'offesa dei "potenti".
La gente frustata si sfoga, si perde in offese gratuite sul web, spesso anonime e la sera cena contenta e poi dorme felice.....

L'Asinone




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