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martedì 27 giugno 2017

Una analisi "asinina" del voto a Lucca

La tendenza nazionale ha visto una ripresa di consensi del centro-destra che fino a pochi mesi fa sembrava in dissolvimento. 
In queste elezioni amministrative parziali guadagnano sempre i partiti di opposizione, come protesta contro il Governo, ma si pensava che questa premiasse i Grillini. 
Invece le loro beghe e la sensazione che il Movimento 5stelle sia in fase terminale per una gestione democratica interna inesistente, ha fatto convogliare sul centro-destra la protesta grazie anche l’immortale Silvio che con l’intuito e l’opportunismo ben noto ha saputo, “nascondere” l’estremismo Salviniano per esaltare la sua moderazione.
A Lucca in controtendenza nazionale il centro-destra non ha vinto, ove vi erano le condizioni più favorevoli per stravincere, anche al primo turno.
Un PD diviso, un Sindaco poco simpatico ai più, davano una occasione unica ad un centro-destra che si fosse presentato su posizioni serie e moderate, presentando un candidato autorevole e credibile. 
Da qui il disegno politico “centrista” di Marcello Pera, ritornato a Lucca, dopo aver ricoperto le più alte cariche dello Stato, per una candidatura moderata, forse anche la sua, credibile e di esperienza. 
Un disegno serio e vincente, ma alcuni gruppi di potere, alcuni vecchi arnesi della destra locale volevano riconquistare il Comune per gestirlo a piacimento e avevano preparato  una candidatura di “facciata” bella, ricca, ma inconsistente. 
Mentre Berlusconi rassicurava l’elettorato moderato, a Lucca si esaltavano gli estremisti, anche nei dibattiti pubblici, dando un immagine ancor più cruenta di una proposta politica massimalista, fatta di “panzane” irrealizzabili, cavalcando i temi a-sociali cari a Salvini, la cui pesante presenza non è mancata, con foto e abbracci.
L’arroganza di Santini che ha liquidato la proposta Pera, al grido: io vado avanti in tutte le maniere - ha creato una spaccatura insanabile fra il centro politico e la destra estrema, che ha portato Pera ha rinunciare al suo disegno, per non assumersi la responsabilità della rottura. 
Solo che buona parte di coloro che vedevano bene la candidatura di un moderato non si sono fermati e sono andati avanti: chi con la Buonriposi, chi con Garzella, perché giudicavano inaccettabile dare Lucca a un manipolo di estremisti, nei rapporti politici e sociali.
La scelta di “Rinascimento” e di buona parte dell’altra lista, di appoggiare, fra mille difficoltà, al secondo turno, Tambellini, è stata una scelta coerente con il percorso politico intrapreso in queste elezioni ed una scommessa difficile ma vincente.
La violenza di una campagna elettorale, fatta di slogan e cori da stadio,  ha allontanato ancor più i lucchesi moderati dal voto e ha lacerato il tessuto politico della città.
Al Sindaco Tambellini, un impegno difficile: ricucire un rapporto con la maggior parte della popolazione che non ha votato e aggiornare quei temi che la sua precedente Giunta forse non ha coltivato con la stessa passione di altri, come la cultura, il turismo, il commercio, la cura delle periferie e del centro, che sono stati, in parte, il volano al consenso di Santini, da non confondersi con il voto irrecuperabile degli estremisti salviniani e di CasaPound.

Credo che “Rinascimento”, la Lista di Vittorio Sgarbi, che ha fatto, da sola, una scelta difficile, quando tutto sembrava perduto, potrà dare una mano per riprendere queste tematiche e ricucire con importanti settori della vita economica della città.


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