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domenica 7 maggio 2017

Lotte di potere nell'arborato cerchio. Chi è in gioco, chi vince e chi perde

In questi ultimi mesi Lucca è stata protagonista di alcune violente lotte fra i “poteri forti” della città e del contado.
L’Asinone con la consueta ironia prova un po’ per burla a cercare di svelare segreti e forze in campo, vinti e vincitori o come diceva il collega blogger Orazio: Ridentem dicere verum: quid vetat?.

Campi di battaglia: Confindustria, Camera di Commercio, Fondazione CRLucca, Comune di Lucca.
Attori: da una parte alcuni settori dell’Industria, in buona parte Cartai, che hanno imposto l’accorpamento, fra le Associazioni industriali di Prato Pistoia e Lucca, ove Prato è certamente maggioritaria, anche se il nuovo Presidente è lucchese, ma guarda caso del settore tessile.
Dall’altro lato industriali vicini al PD, edili in testa, che hanno una visione più dedicata al territorio e ai lavori pubblici.
La stessa operazione con Prato e Pistoia è stata tentata per l’accorpamento delle Camere di Commercio, ove il nuovo Presidente lucchese, sostenuto dall’Associazione Industriale, Cartaio pure lui, è stato però stoppato dai fautori dell’accorpamento più naturale con Massa o con Massa e Pisa.
Lo scontro all’interno della Associazione Industriale lucchese non è stata indolore, vi sono state infatti a defezioni di aziende di grande rilievo.
La guerriglia si è spostata sulla Fondazione CRLucca e sul Comune di Lucca, ambedue sotto elezioni di rinnovo del Presidente della Fondazione e del Sindaco.
Nella elezione per la Fondazione CRL ha vinto la continuità con le Presidenze precedenti, Lattanzi, Cattani e Giurlani. Gestioni positive, legate alla persone, al sociale, alla difesa dei beni culturali. Il tentativo di una parte degli Industriali di ripetere l’operazione Camera di Commercio è stata respinta con perdite. Ha vinto la linea Lattanzi, con l’elezione di un Presidente con grande esperienza nell’ente.
La sorpresa è stata la trombatura sanguinosa a socio della Fondazione di uno dei più significativi industriali cartai, Luigi Lazzareschi. Che ha reagito dichiarandosi indisponibile, a poche ore dalla sua prevista elezione ad un importantissimo incarico nella Confindustria Toscana Nord, facendo esplodere una bomba mediatica nel momento della elezione del nuovo Presidente. Inconsuetamente esplicite e dure le parole di Lazzareschi contro la gestione precedente della Fondazione.
L’Asinone, per natura curioso e maligno si è posto una domanda: perché bocciare una così autorevole candidatura ad un posto non certo significativo, dato il numero dei componenti dell’Assemblea della Fondazione? Luigi Lazzareshi è certamente persona di grande levatura morale e civile, perché questo sgarbo?
All’Asinone sono tornate in mente quanto radio scarpa diceva mesi fa all’atto della presentazione affrettata e maldestra della candidatura Santini, che di fatto ha spaccato il centro-destra a Lucca. Allora si raccontava che dietro “The Mask” vi fossero autorevoli industriali che volevano contrastare su Lucca le impostazioni del PD Tambelliniano. Si mormorava proprio di Lazzareschi come uno dei sostenitori di Remo Santini, un possibile sindaco debole e più facilmente gestibile.
Se questo corrispondesse a verità si spiegherebbe la bocciatura, come un segnale forte a stare lontano da intromissioni troppo marcate in disegni politici alternativi.
Si confermerebbero le forti lotte di potere che stanno divampando dietro alle elezioni comunali di Lucca: da una parte il PD ed il mondo economico a lui legato, dall’altro una parte della Confindustria Lucchese, che dopo decenni di cura dei propri interessi in maniera silenziosa, soft e non invadente, è improvvisamente divenuta aggressiva in cerca di conquista di spazi politici e potere, nella società civile lucchese.
Basta vedere la composizione delle Liste che sostengono Santini, i mezzi economici che ha già dispiegato ancor prima che abbia inizio la campagna elettorale, per capire di quale disegno faccia parte. E si comprende ora anche la marcia indietro fatta da Marcello Pera con il suo pregevole disegno contro il decadimento di Lucca.
A maggior ragione occorre che i cittadini lucchesi non abbocchino a queste faide di potere, fra vecchi partiti e potentati economici e si affidino alle vere Liste Civiche, che vivono dei loro scarsi autofinanziamenti e che non hanno disegni di egemonia poco trasparente sulla città, ma solo il desiderio di servirla ed amministrarla con giudizio.
Si dia sostegno alle Candidature a Sindaco della Buonriposi, di Garzella, di Guerrieri, di Barsanti, uniche vere candidature senza alle spalle potenti poteri occulti o palesi, senza disegni egemonici, senza lati oscuri e senza condizionamenti esterni.








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