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giovedì 20 agosto 2015

Lasinone non è più solo....

Da laico convinto della giusta separazione fra ogni Stato e la sua Chiesa ovvero Libera Chiesa in libero Stato, Lasinone ha già denunciato il ritorno dell'ingerenza dei Vescovi nella politica Italiana che pensavamo ormai retaggio degli anni del dopoguerra.
Papi di grandi valori umani e teologici hanno illuminato al Chiesa Cattolica in questo ultimo mezzo secolo, facendoci dimenticare l'epoca antica di Papa Pacelli e del suo interventismo pressante nella vita politica dell'Italia, anche se allora esisteva un fine esistenziale: fare muro contro il Comunismo ateo e aggressivo, guidato dal sanguinario Stalin
Negli anni settanta le battaglie civili dei laici per il Divorzio e per l'abolizione del reato penale per l'Aborto, combattute e perse dai Vescovi Italiani come fossero un partito, segnarono la fine dell'ingerenza della Chiesa nella società civile italiana.
E' rimasto famoso allora il Vescovo di Prato che denunciò pubblicamente una coppia, durante la Messa, che avevano l'unico torto di essersi sposati in Comune, con il solo rito civile, senza essere sposati in Chiesa. La reazione della società civile italiana fu di immediata condanna del Vescovo e a questo fatto si fa discende l'inizio della lunga ma vittoriosa battaglia per il Divorzio.
Oggi cerca notorietà il Vescovo Galantino che si permette di attaccare pubblicamente il Governo e offendere pesantemente alcuni partiti italiani presenti in Parlamento, che non la pensano come lui.
Contro questo accenno ad un ritorno dell'ingerenza della Chiesa in prima persona con i suoi Vescovi, che dovrebbero occuparsi di altro, Lasinone ha già preso pubblica posizione in difesa dell'autonomia dello Stato, pur pensando che l'attuale consorteria catto-comunista sarebbe riuscita a far passare sotto silenzio questo gravissimo perverso tentativo di ritorno ad un passato pernicioso particolarmente sgradevole durante il fascismo.
Sbagliavo perchè in questi giorni ho trovato conforto leggendo Il Giornale che fu di Montanelli, altro grande laico Italiano, vero.
Sul "Il Giornale" troviamo uno stralcio del "...durissimo attacco del politologo più importante d'Italia sul protagonismo del segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino.
Giovanni Sartori ha 91 anni, ma ancora le idee molto chiare. E bacchetta la Cei di eccessivo protagonismo, Chiesa che invece di pensare ai cristiani si preoccupa di metter bocca sulle questioni politiche nazionali. Che non gli competono.
"Monsignor Galantino? A me quello mi sembra...un demente - dice Sartori, intervistato dal Messaggero - per due anni lui e gli altri della Chiesa di Bergoglio non hanno fiatato sulle stragi dei cattolici in Africa e nel resto del mondo, sulla continua persecuzione dei curdi. 
Pensino a quelle cose lì, e lascino perdere i temi che non competono loro". 
Non condivide, insomma, la posizione della Cei nei confronti della politica italiana. "Si sono svegliati di botto - continua il politologo - e il fatto che abbiano preso a dire cose che dicono tutti e nel modo in cui le dicono tutti. E i curdi che muoiono? E gli altri cristiani martirizzati?".
Insomma, il Vaticano dovrebbe tirare i remi in barca. "Per me, è una sciagura questo Vaticano che straparla. Se ne infischiano dei fatti veri e pensano a queste cosucce". 
Poi Sartori ne ha anche per Bergoglio: "Papa Francesco è un argentino furbacchione. E avrebbe immense questioni su cui concentrarsi. Si occupi di quella che lui chiama terza guerra mondiale combattuta a pezzetti.....".
Il politologo non risparmia però critiche all’esecutivo e al presidente del Consiglio: “Questo sistema politico fa schifo e non reggerà. Non vedo come potrà andare avanti.
Renzi ha vinto le primarie ma non le politiche. Ha vinto le europee ma non le politiche. E la sua maggioranza procede a colpi di pastrocchi“.
In ogni caso, però, “Galantino queste cose le faccia dire a me. 

Lui che cosa c’entra???”.





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